Il Progetto Birde, alla riscoperta dei vecchi sapori

I vecchi sapori di una volta.

Il minestrone di nonna, la zuppa di lenticchie, e che gusto quella verdura appena raccolta dall’orto del vicino.

Oggi purtroppo in Sardegna si importa non solo la maggior parte del consumo quotidiano di frutta e verdura, ma determinati gusti ormai sono dimenticati.

Ecco perché tra le varie finalità della Cooperativa Birde, c’è  la valorizzazione di alcune produzioni tipiche.

Una delle ricerche che stiamo compiendo al momento si prefigge di individuare vecchie varietà da frutto che ormai non si coltivano quasi più, e dopo un’attenta valutazione del germoplasma locale, reimpiantare varietà antiche che incontrano ancora il favore e il gusto del consumatore sardo.

E’ comunque doveroso in sede di ricerca dare spazio alle varietà che più combinano gusto, tradizione e moderne tecniche agronomiche.

Un altro dei propositi di primissimo piano che la BIRDE si prefissa di attuare è quello della coltivazione di legumi secchi, vista la quasi totale assenza in questo tipo di coltivazione in Sardegna, che incredibilmente si scontra con la forte richiesta del cliente isolano.

Per noi di BIRDE rimane un dovere e un obbligo produrre frutta e verdura nel completo rispetto dell’ambiente.

LA COLTIVAZIONE E IL CONSUMO DI LEGUMI: IL PROGETTO DI BIRDE

La coltivazione dei legumi ha origini antichissime, che si fondono con quelle dell’agricoltura.

Nei ritrovamenti archeologici più antichi, semi di leguminose diverse sono stati ritrovati insieme con quelli dei cereali, attestazione significativa di una primordiale e comune ricerca dell’uomo di prodotti ad elevata conservabilità, altamente nutritivi ed a valore biologico differenziato e complementare.

Dagli anni Sessanta ad oggi, la produzione italiana complessiva delle principali specie di legumi da granella si è ridotta drasticamente (-81% elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati ISTAT).

Anche la produzione di legumi freschi ha segnato un decremento consistente, ma sensibilmente inferiore a quello dei secchi (-44% sempre dati ISTAT).

Le cause dei descritti andamenti di produzione possono attribuirsi ai seguenti fattori:

  • riduzione complessiva del suolo disponibile per le coltivazioni agricole;
  • marcata riduzione del numero di aziende di piccola dimensione tradizionalmente dedite a questo genere di produzioni.
  • contrazione della domanda di legumi per effetto dei mutati stili alimentari, per il migliorato tenore di vita delle popolazioni,che ha consentito il ricorso ad alimenti stimati più nobili (carne e pesce).

Nell’arco di tempo preso in considerazione le importazioni sono cresciute costantemente fino a raggiungere, nel 2015, un valore prossimo ai 236 milioni di dollari.

Le esportazioni hanno registrato un andamento irregolare attestandosi recentemente intorno a una media annua di circa 12 mila tonnellate ed un valore di 15 milioni di dollari.

Negli ultimi anni, la produzione di alcune specie di legumi ha registrato una ripresa: quella di ceci è raddoppiata, e sono cresciute quelle di lenticchie (+31%) e di fagioli (+3,4%). La produzione di lenticchie, dal 2001 al 2015, è più che triplicata.

Questa recente inversione di tendenza sembra da attribuire principalmente a tre fattori:

  • la maggior diffusione di informazioni sulle proprietà salutistiche dei legumi;
  • la valorizzazione di alcune varietà di legumi, attraverso i riconoscimenti DOP (Denominazione d’Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta);
  • la riscoperta, nell’offerta ristorativa, di ricette gastronomiche tradizionali a base di legumi.
  • Gli indubbi pregi delle colture da rinnovo azotofissatrici a favore dell’ecosostenibilità.

Sull’onda di questa inversione , ma soprattutto in considerazione del fatto che i sardi hanno sempre avuto una forte tradizione al consumo di legumi sia freschi che secchi.

Birde ha intrapreso un progetto che prevede il ritorno alla coltivazione di fave, fagioli ed altre leguminose in Sardegna.

Il piano di lavoro coinvolge anche agricoltori che metteranno a disposizione le sementi che conservano da generazioni. Fatto di grande importanza dal punto di vista della biodiversità e del ritorno ai gusti di una volta.

A cura del Dott. Francesco Melis – Agronomo Birde Cooperativa – produzione@birde.it

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